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Hirelia Edizioni pubblica principalmente autori internazionali impegnati su temi quali competenze non tecniche, affidabilità e sicurezza dei sistemi complessi, benessere.

Copertina del libro L’Anarchista della sicurezza

Sidney Dekker

L’Anarchista della sicurezza

Ridurre procedure, regole, formalismi, burocrazia e affidarsi all’esperienza umana e all’innovazione. Analisi di come la burocrazia rallenti la sicurezza e di come sia tempo di affidarsi a persone e creatività.

Il lavoro non è mai stato così sicuro come sembra oggi. Anche la sicurezza non è mai stata così burocratizzata come oggi. Negli ultimi due decenni, il numero di norme e statuti sulla sicurezza è esploso, e le stesse organizzazioni stanno creando sempre più requisiti interni di conformità. La burocrazia e la conformità sembrano meno dedicate a gestire la sicurezza dei lavoratori e più dedicate a proteggere la responsabilità delle persone per cui essi lavorano. Allo stesso tempo, i progressi in materia di sicurezza sono rallentati. Molti tassi di incidenti e infortuni si sono stabilizzati. Peggio ancora, le prestazioni eccellenti in materia di sicurezza per gli eventi a bassa gravità tendono a far aumentare il rischio di incidenti mortali e disastri.

Facciamo fare ai lavoratori molte cose che non migliorano il loro successo a livello locale. E, paradossalmente, l’irrigidimento della burocrazia della sicurezza ci priva proprio della fonte di intuizione, creatività e resilienza umana che può dirci come si crea effettivamente il successo così come da dove può arrivare il prossimo incidente. È tempo di Anarchisti della Sicurezza: persone che si fidano più delle persone che dei processi, che si affidano al coordinamento orizzontale delle esperienze e delle innovazioni, che si oppongono alle regole meschine e alla conformità coercitiva, e che aiutano a recuperare l’esperienza e la competenza del lavoro umano.

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Copertina del libro Fondamenti di scienza della sicurezza

Sidney Dekker

Fondamenti di scienza della sicurezza

Un secolo di studi su disastri e incidenti, con un’analisi delle teorie per comprendere le radici della sicurezza e per evitare soluzioni costose e inefficaci.

Questo libro è scritto per studenti, studiosi e professionisti della sicurezza che potrebbero beneficiare di una solida base nelle fondamenta della scienza della sicurezza (per quello che essa è, come sento giustamente dire da Erik Hollnagel (Hollnagel, 2014)). Senza queste basi, è facile adottare soluzioni costose (introduzione a livello aziendale di matrici di rischio, campagne di consapevolezza del pericolo, occhiali per l’ipotetica protezione degli occhi) e forzarne l’adozione nell’organizzazione, anche quando si basano su una particolare rappresentazione del pericolo che non è per nulla applicabile.

Il libro è diviso in periodi. Ogni capitolo è fondato sulle teorie di un’epoca particolare, ciascuna dell’ampiezza di circa un decennio a partire dal secolo scorso. Il libro esplora come queste teorie hanno influenzato il nostro pensiero sulla sicurezza nelle decadi seguenti. Naturalmente, i tratti di che cosa appartiene a quale decennio, o di che cosa ha ispirato esattamente che cosa, possono e dovrebbero essere sempre oggetto di discussione. La sequenza temporale non è usata in questo libro per diffondere l’impressione di una verità lineare, storica. Piuttosto, è un modo di organizzare le idee.

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Copertina del libro Dietro l’errore umano

Woods, Dekker, Cook, Johannesen, Sarter

Dietro l’errore umano

Comprendere i fattori per cui le persone commettono errori per migliorare la sicurezza nelle organizzazioni complesse, superando l’etichetta di "errore umano".

L’errore umano viene frequentemente citato come la causa principale di un incidente. Questa convinzione genera la diffusione di una percezione condivisa che considera “l’errore umano come il problema maggiore da risolvere” e che individua le soluzioni nella sostituzione dei responsabili o nel cambiamento del loro ruolo all’interno dell’organizzazione. A tal proposito, numerosi sono i tentativi di sostituire il “fattore umano” con l’automazione o di governare i comportamenti individuali attraverso un monitoraggio serrato e l’adozione di regole molto rigide.

L’etichetta di “errore umano”, tuttavia, produce pregiudizi e ostacola la rilevazione dei fattori sistemici che determinano il malfunzionamento dei processi. Questo libro, in particolare, si pone l’obiettivo di spostare l’attenzione delle persone “dietro” l’etichetta di “errore umano”. Suddiviso in cinque parti, il testo inizia con un dettagliato riassunto dei principali risultati ottenuti dalle ricerche sul risk management; approfondisce il cambiamento di prospettiva sull’analisi degli incidenti; analizza i fattori cognitivi nelle operazioni di front-line; evidenzia l’uso improprio della tecnologia; e discute il bias del senno di poi. Tutti coloro che pensano di avere un problema associato all’errore umano devono ricordare che tale “etichetta” non rappresenta una spiegazione esaustiva, né consente di rilevare le contromisure più adatte per aumentare l’affidabilità del sistema.

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Copertina del libro Piccoli fallimenti e grandi disastri

James Reason

Piccoli fallimenti e grandi disastri

Natura e varietà dell’errore umano, un testo per operatori e studiosi della sicurezza nei sistemi complessi.

Questo libro è rivolto a tutti coloro – operatori della sicurezza, professionisti e studiosi – e a chiunque coltivi interessi negli ambiti del fattore umano e delle sue interazioni con i sistemi tecnologici e lavorativi, nei quali occasionali inefficienze possono causare seri danni alle persone, alle attrezzature e all’ambiente.

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Copertina del libro FRAM

Erik Hollnagel

FRAM

Functional Resonance Analysis Method: un approccio per comprendere come la variabilità delle prestazioni può generare risultati imprevisti.

Il FRAM (Functional Resonance Analysis Method), metodo di analisi della risonanza funzionale, intende rappresentare il fatto che talvolta le cose accadono senza cause chiaramente riconosciute. Al contrario di molti altri metodi, come per esempio l’albero delle cause, il FRAM soddisfa l’esigenza di andare oltre l’“errore umano” e oltre il concetto di fallimento, come diversi incidenti gravi hanno evidenziato.

Questo modello può essere utilizzato per spiegare eventi specifici, mostrando come le funzioni possono essere accoppiate e in che modo la variabilità delle prestazioni quotidiane può portare a risultati imprevisti – positivi o negativi. Invece di cercare guasti e malfunzionamenti, il FRAM spiega i risultati in termini di accoppiamenti funzionali e risonanza della variabilità. Il libro presenta un metodo per modellare il funzionamento dei sistemi socio‑tecnici complessi e dinamici, per capire perché a volte le cose vanno male, ma anche perché normalmente hanno successo.

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Copertina del libro Sicurezza e pensiero sistemico

Sidney Dekker

Sicurezza e pensiero sistemico

Dalla caccia alle componenti rotte alla comprensione dei sistemi complessi, con approccio al pensiero sistemico.

Questo libro, traduzione italiana di “Drift into Failure. From hunting broken components to understanding complex systems”, affronta il tema degli ambienti incerti e mutevoli in cui operano le organizzazioni. La crescita della complessità nella nostra società e nelle nostre imprese ha superato la nostra comprensione di come i sistemi complessi funzionano e, talvolta, falliscono. Il libro esplora la teoria della complessità e del pensiero sistemico per comprendere come i sistemi complessi possano “derivare verso il fallimento”. Traduzione di Attilio Pagano.

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Copertina del libro The human contribution

James Reason

The human contribution

Atti insicuri, incidenti e recuperi eroici: un’analisi del contributo umano alla sicurezza e alla resilienza.

James Reason esplora il contributo umano nel raggiungimento dell’affidabilità e della resilienza dei sistemi complessi. Molti considerano l’essere umano come un rischio, i cui atti insicuri sono implicati in incidenti con conseguenze catastrofiche. Un’altra prospettiva, però, vede l’uomo come elemento capace di adattamenti e compensazioni che salvano le organizzazioni dall’orlo del disastro. Con numerosi casi, soprattutto in sanità, l’autore indaga quali abilità accomunano questi “eroi” e come possano essere trasmesse.

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Copertina del libro Non riesco a dormire bene

Toshiki Fukutsuji

Questo libro affronta il problema: non riesco a dormire bene

Tecniche di miglioramento del sonno per salute e benessere, con spiegazioni su problemi posturali e abitudini nocive.

“Non riesco a dormire bene”, “Non mi sento riposato anche se avrei dovuto”, “Le mie spalle e il mio collo sono rigidi”, “Mi fanno male le gambe”. Il sonno è un elemento molto importante per la salute e la bellezza. Se non si dorme bene, spesso si attribuisce la causa all’uso eccessivo di computer e smartphone, a posture scorrette mantenute a lungo o all’aria condizionata che raffredda e asciuga troppo il corpo, disturbando la circolazione. In questo libro si propongono metodi di trattamento per affrontare i problemi del “non riesco a dormire bene”.

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